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IL TROVATTIVITA'
EDITORIALE
Sembra che Said Gheddafi, secondogenito del dittatore libico, abbia preso molto male il voltafaccia di Berlusconi e della nostra diplomazia nei confronti della Libia e avrebbe minacciato il nostro paese: «State attenti, se tu tradisci un partner non credi che questo debba reagire?» dicendosi scioccato dalla posizione italiana. E come dargli torto? Dopo il baciamano, la tenda beduina piantata a villa Pamphili, le 200 ragazze pagate (dal governo o da Berlusconi?) per essere indottrinate sul Corano Gheddafi non si aspettava di certo di essere tradito dal suo alleato migliore. Berlusconi per distrarsi ha deciso di occuparsi seriamente dei problemi del paese partendo con l’argomento che secondo lui in questo momento sta più a cuore agli italiani: la riforma della giustizia. È di oggi la notizia che le dichiarazioni dei redditi nel 2009 hanno subìto una flessione di 280 mila unità rispetto all’anno precedente: non per evasione fiscale ma per mancata produzione di reddito. Eppure la riforma della giustizia è la priorità e non il lavoro. Con la riforma diranno ai magistrati quali delitti si possono perseguire e quali no. È già successo con la depenalizzazione del falso in bilancio. Non è che ora vogliono depenalizzare la corruzione? Sarà pe questo che l’opposizione appare così debole? Abolire i reati di corruzione in fondo conviene anche a loro. Ci sono aziende che chiudono per crisi, altre che truffano i dipendenti e i consumatori con alchimie societarie, le chiamano «scatole cinesi» ma pensiamo che siano state inventate in Italia.

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DENTRO LA NOTIZIA
Intervista al Procuratore capo di Tivoli Luigi De Ficchy, già sostituto alla Direzione nazionale antimafia METODI ANTITERRORISMO NELLA LOTTA ALLA CORRUZIONE Sulla base della sua esperienza prima come magistrato e poi come sostituto della Procura nazionale antimafia lei ha «incrociato» diverse volte il nostro territorio, Pomezia, Ardea e il litorale a sud di Roma.
Risponde l´avvocato DIRITTO DI ADOZIONE PER I SINGLE? Egregio Avvocato, leggo spesso i suoi articoli e sono convinta che i programmi scolastici dovrebbero dedicare molte più ore, e sin dalle scuole elementari, alla conoscenza del diritto, delle leggi e della nostra bellissima Costituzione,
La solidarietà di politici e sindacalisti L'8 MARZO AL PRESIDIO AZIENDALE Da sei mesi senza stipendio ed ora in assemblea permanente 24 ore al giorno, le dipendenti dei mobilifici Aiazzone ed Emmelunga hanno festeggiato l’8 marzo all’interno dello stabilimento
Da noi invece.... BERLINO: l'ACQUA PUBBLICA VINCE IL REFERENDUM La popolazione di Berlino vuole nazionalizzare di nuovo l’acqua e l’energia elettrica togliendoli ai privati. Nella capitale le bollette sono aumentate del 35 per cento in dieci anni
La difficoltà di raggiungere il quorum LA CAMPAGNA PER IL REFERENDUM SULL'ACQUA PUBBLICA «Fiumi battete le mani», dice padre Alex Zanotelli, «sono queste le parole del Salmo 98 che mi sono improvvisamente affiorate alla mente quando mi è stato comunicato che la Corte Costituzionale aveva dato il via al referendum sull’acqua.

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IN COPERTINA
Crisi e furbizia nel settore edile e della grande distribuzione EMERGENZA LAVORO C’è rabbia e disperazione negli operai che hanno manifestato il 7 marzo a piazza Indipendenza a Pomezia di fronte alla sede comunale. Sono i dipendenti di Emmelunga e Aiazzone e soprattutto i lavoratori della Dima del costruttore Raffaele di Mario che devono ancora ricevere gli stipendi di dicembre gennaio e febbraio. Il Prefetto Pecoraro ha incontrato i lavoratori della Dima il 9 marzo, alla presenza del sindaco De Fusco, dei sindacati di categoria e del costruttore Di Mario, titolare della Dima ma di fatto estromesso dalla società dalle banche creditrici Ugf e Unicredit. Con il Prefetto si è stabilito di vedere se è possibile recuperare i fondi per gli stipendi, fondi che il costruttore sostiene siano disponibili e l’amministratore nominato dalle banche Luca Egidi nega. Nel frattempo i lavoratori sono stati ammessi alla cassa integrazione in deroga ma non è questo che aupiscano per il loro futuro. I sindacati, ritenendo di averne i requisiti (minimo 200 lavoratori per aziende in forte indebitamento) chiedono l’applicazione della Prodi bis per andare in amministrazione controllata ed evitare il fallimento. Della difficile situazione lavorativa nel comparto di Pomezia parliamo con il segretario della Cgil territoriale Pino Cappucci. Io e lei ci siamo incontrati meno di un anno fa davanti ad un presidio della Playtex. Ora quel­l’azienda è definitivamente chiusa e il ruolo del sindacato sembra essere diventato solo quello di traghettare i lavoratori verso la cassa integrazione. Allo stato attuale quello che possiamo fare non è diverso da quello che si fa in altri territori. Il caso Dima è un caso a parte perché soprattutto effetto di cattiva gestione, di politiche e di strategie che hanno portato in questa crisi. Ci rendiamo conto che spesso l’unica alternativa è quella di garantire gli ammortizzatori sociali. Mancano le politiche economiche, di sviluppo e industriali che dal governo in giù dovrebbero essere pensate per sostenere i lavoratori. Nei confronti del sindacato, e soprattutto della Cgil, c’è stato negli ultimi due anni un atteggiamento molto duro da parte del ministro Sacconi e del governo (vedi l’accordo separato). Pomezia resta comunque un polo industriale importante che però avrebbe bisogno di essere salvaguardato e arricchito di infrastrutture, per fare in modo che resti il cuore dell’industria chimico-farmaceutica. Guardando al futuro non pensiamo che Pomezia possa svilupparsi con il ritorno delle industrie ma neanche diventando un enorme caseggiato. A questo proposito il sindaco ha presentato ufficialmente la variante al piano regolatore e alle perplessità espresse da qualcuno ha risposto che il cemento crea lavoro. È così anche per voi? Intanto noi come sindacato non siamo stati invitati alla presentazione della variante al piano regolatore, quindi non ne conosciamo neanche i contenuti. Questo non significa non poter esprimere dei giudizi generali che valgono per Pomezia come per le altre città. Sono d’accordo nel dire che il cemento dà anche lavoro ma non nel considerare il cemento l’unico motore di sviluppo. Non sono d’accordo nel modo più assoluto in un uso scriteriato del territorio e credo che ogni città debba fare i conti con la sua crescita effettiva, e programmare uno sviluppo abitativo in funzione di quello che effettivamente serve. Credo anche che sia opportuno fare il recupero di quello che gia c’è altrimenti con l’idea che dobbiamo dare un impulso all’economia con l’urbanistica rischiamo di colpire mortalmente un territorio. 15/03/2011 -Edizione PDF n° marzo2011
- NEL CEMENTO IL FUTURO DI POMEZIA Di fronte a una platea di politici (in carica e aspiranti), proprietari terrieri e rappresentanti dei comitati di quartiere, il sindaco De Fusco ha presentato il 17 febbraio scorso al campus Selva dei Pini la variante al piano regolatore generale. La stessa, proposta poi al consiglio comunale è stata approvata alle 3,44 del mattino del 3 marzo con 19 voti favorevoli, 6 contrari (Celori, Errico, D’Avino, Salfi, Borgo Caratti e Boager) e due astenuti (Russo e Mugnaini). Un piano regolatore che trova la sua giustificazione espansiva, secondo il sindaco, nella crescita della popolazione che negli ultimi anni è andata sempre aumentando. Risponde a questa analisi il Movimenti 5 Stelle di Pomezia fornendo i dati dettagliati della crescita che dimostrerebbero che la stessa si sta riducendo progressivamente. Tra il 2006 e il 2007 vi è stato un incremento della popolazione dell’8,7 per cento, nel 2008 del 6,7, nel 2009 del 4,5 e nel 2010 del 2,6 per cento. «Se la tendenza degli ultimi anni venisse confermata - scrivono dal Movimento 5 Stelle - avremmo, nel 2011 un +0,6 per cento e, nel 2012, uno stop alla crescita di popolazione. È evidente che non vi è nessuna esigenza di avere nuove abitazioni. A questo aggiungiamo che, allo stato attuale, ci sono decine di cantieri aperti disseminati nella città e altri saranno aperti a causa dell’approvazione dei piani integrati di gennaio. Se anche ci fosse, la domanda abitativa sarebbe ampiamente soddisfatta per diversi anni senza la necessità di costruire ulteriormente». «Pomezia 2020 scenari futuri» il titolo cinematografico del Prg; non solo case come ha voluto sottolineare De Fusco ma una riorganizzazione della viabilità e la traformazione degli ex nuclei abusivi (giustificati secondo il sindaco dalla necessità di case) in cittadine. Per Torvaianica viene ribadito il premio di cubatura (4 volte) per chi accetta di demolire di fronte al mare e costruire altrove. E poi «tre aree da destinare a strutture turistico-ricettive». I costruttori ringraziano, i proprietari terrieri pure, i cittadini sembrano meno contenti, ma chissà. 15/03/2011 -Edizione PDF n° marzo2011