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IL TROVATTIVITA'
EDITORIALE
Tangentopoli, vent’anni fa, è stato forse l’ultimo scandalo che ha fatto notizia, da allora in poi la situazione non è certo migliorata, gli opoli si sono moltiplicati ma il malaffare è diventato sistema. Prendiamo un giorno qualsiasi, il 12 luglio 2010 ad esempio e sfogliamo un quotidiano: c’è la P3 di Denis Verdini e Flavio Carboni, c’è il presidente della Finmeccanica ascoltato per un’inchiesta sul riciclaggio, l’ex numero uno dei Ros accusato di traffico di droga e peculato e condannato a 14 anni. Per non parlare dell’inchiesta sui grandi eventi, la protezione civile, il caso dell’Utri, Cosentino, eccetera. Eppure queste notizie ormai ci scorrono davanti come quelle dei terremotati malmenati dalla polizia; ci siamo abituati a pensare che necessariamente i politici, tutti i politici, debbano gestire affari loschi e che potere sia sinonimo di malaffare. Non ci sarà una ripresa economica se queste sono le premesse perché i costi della corruzione cominciano ad essere troppo elevati. Con tutte le critiche che si possono fare al libero mercato ci siamo accorti che in Italia il libero mercato e la concorrenza, anche quella più spietata, non esistono. Un esempio per tutti sono le opere pubbliche: tre o quattro cosiddetti imprenditori, sempre gli stessi, che con i soldi dello Stato riescono a costruire un terzo di quello che si farebbe con capitali privati, eppure il privato mira al profitto. Forse non c’entra niente ma la figuraccia ai mondiali è emblematica di un paese dal futuro molto incerto.

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DENTRO LA NOTIZIA
Autostrada Pontina: si cerca di far indire la gara TUTTI IN CODA AL CASELLO La crisi finanziaria potrebbe mettere la parola fine al progetto di autostrada Roma-Latina:
Arte contemporanea alla Torre civica POMEZIA, UNO SGUARDO ODIERNO Dal 24 giugno sta avendo luogo a Pomezia, presso la Torre Civica, la mostra «Pomezia, uno sguardo odierno, opere di Nazzareno Flenghi e Valerio Palmieri», a cura di Daniela De Angelis.
Da noi invece... GERMANIA: LA NAZIONALE DELL'INTEGRAZIONE La squadra nazionale tedesca non è arrivata in finale ai mondiali di calcio, nonostante ciò ha rappresentato in Sudafrica una necessaria rivoluzione culturale, sportiva, politica e sociale.
Il sindaco di Pomezia getta la spugna DE FUSCO -ZAPPALA': 4 a 3 Giovedì 10 giugno sembra finire a Pomezia l’era De Fusco. Nella votazione (a scrutinio segreto) per eleggere il nuovo collegio dei revisori dei conti sono risultate elette due persone indicate dall’opposizione
Conflitto di pareri tra segretario comunale e Prefetto IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE E' UNA FIGURA POLITICA Ora che il sindaco De Fusco si è dimesso tutti sparano a zero contro il presidente del consiglio comunale per la decisione, contestata dal Prefetto,

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IN COPERTINA
- ARDEA FESTEGGIA I 40 ANNI DI AUTONOMIA «Un Comune giovane per una città antica dalle radici forti», così il sindaco di Ardea Carlo Eufemi ha voluto caratterizzare la sua città durante le celebrazioni del quarantesimo anniversario dell’autonomia. Il 6 maggio 1970, dopo un percorso burocratico iniziato nel 1958, avveniva il distacco della frazione di Ardea dal Comune di Pomezia e la sua costituzione in Comune autonomo. Al Museo Manzù di Ardea il 3 luglio scorso, per l’apertura ufficiale delle celebrazioni che dureranno fino a dicembre, erano presenti, oltre a tutto il consiglio e la giunta comunali, anche l’assessore provinciale Aurelio Lo Fazio in rappresentanza del presidente Zingaretti, il sindaco di Rielasingen Vorblingem Ralf Baumert e il vicesindaco di Argos Georgios Anagnostou, le due città gemellate. A celebrare i 40 anni di autonomia anche i primi cittadini o rappresentanti dei Comuni limitrofi: il sindaco di Anzio Luciano Bruschini, il vicesindaco di Nettuno Alberto Andolfi, il vicesindaco di Pomezia Edgardo Cenacchi, l’assessore del Comune di Aprilia Antonio Chiusolo e il vescovo della diocesi di Albano mons. Marcello Semeraro. La mattinata era iniziata con l’apposizione di una targa, nel centro di Ardea, dedicata ai cittadini promotori dell’autonomia comunale: Gregorio Gentile, Augusto D’Amario, Pasquale Giordani, Luigi Porcelli, Gregorio Traietti e il parroco don Aldo Zamponi. Il sindaco Eufemi nel suo discorso ha voluto ripercorrere tutti i passaggi che hanno portato alla dichiarazione di autonomia; le prime azioni del comitato promotore nel 1958-59 con richiesta al Comune di Pomezia. Nel 1965 l’amministrazione di Pomezia, sindaco Pietro Bassanetti, informava la Prefettura e l’Ufficio tecnico erariale dell’approvazione del progetto di delimitazione territoriale del nuovo Comune. Nel dicembre del 1968 il sindaco di Pomezia Caponnetti informava la Prefettura che esistevano tutti i presupposti per l’autonomia di Ardea, inclusa la dichiarazione di più del 50 per cento dei contribuenti. Ardea aveva all’atto della costituzione del Comune 6957 abitanti e un’economia basata sull’industria manifatturiera, l’edilizia e l’agricoltura. Oggi Ardea ha 43 mila abitanti e come riconosce lo stesso sindaco «soffre di qualche disfunzione» ma è orgogliosa delle sue radici e delle sue tradizioni antiche. Da questo scaturisce la volontà di coltivare questa memoria di grande prestigio che deve essere ricordata ai giovani e alle generazioni future. Da questa considerazione scaturiscono alcuni impegni di natura politica e programmatica enunciati da Eufemi: la rivalutazione dei siti archeologici che debbono essere fruibili per il pubblico, la prossima apertura del museo archeologico, la realizzazione dell’aula consiliare e la liberazione del mare dal cemento proseguendo l’opera di demolizione delle costruzioni abusive. E poi l’ambizioso progetto di questo comune rampante: la realizzazione del porto, annunciata pochi mesi fa. Il sindaco ha anche voluto ricordare le due istituzioni che fanno conoscere nel mondo il nome della città rutula: la banda musicale «associazione filarmonica città di Ardea» che compie 120 anni, e il coro dei Rutuli Cantores che compie vent’anni. Entrambi sono stati ospiti di varie rassegne internazionali nei paesi europei. L’assessore provinciale Aurelio Lo Fazio nel suo augurio per i 40 anni ha sottolineato le affinità culturali di «paesi antichi e nuovi» del litorale della provincia di Roma, tra cui Anzio. «L’arte e la cultura - ha detto Lo Fazio - devono essere valorizzati perché sono beni del nostro paese che non potranno mai essere taroccati». Monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano ha benedetto il nuovo gonfalone della città, ricordando anche lui le radici antiche di Ardea. Un augurio particolare - ha detto il vescovo - è in questo airone che ora vola mentre nello stemma precedente era immobile, a significare il nuovo dinamismo della cittadina. 15/07/2010 -Edizione PDF n° luglio2010
- DIMISSIONI DE FUSCO? ABBIAMO SCHERZATO Le dimissioni le aveva rassegnate dopo la votazione per la nomina dei revisori dei conti, votazione in cui il sindaco De Fusco aveva capito di non avere più una maggioranza. Sembrava amareggiato ma determinato ad andarsene «per colpa di una maggioranza litigiosa, immatura e insensibile che ha impedito una corretta amministrazione negli esclusivi interessi dei vari concittadini». Invece era solo una sceneggiata per far spaventare gli esponenti della sua maggioranza che non vogliono andare a casa. Così da quel 10 giugno è iniziato il tormentone: «le ritira, non le ritira» (le dimissioni), se fossimo in Inghilterra sarebbero già partite le scommesse. Il tormentone è finito il 29 giugno all’hotel Antonella, con uno spettacolo la cui regia è stata affidata al consigliere Marcello Franceschetti. Un gruppo di persone vocianti, diversi lavoratori precari del Comune di Pomezia, cori da stadio poco prima della partita dei mondiali: questo è lo spettacolo che si è presentanto a chi in buona fede e nel totale imbarazzo era andato all’Antonella per seguire un evento politico essendo stato invitato ad una «assemblea del centrosinistra». Tutto questo e anche di più è visibile su «youtube» a cura dello stesso Franceschetti. Come diceva a suo tempo l’ex segreatrio del Pd Veltroni: «i cittadini sono migliori della classe politica che li governa», ma a Pomezia questa affermazione è ancora da dimostrare. «La maggioranza delle forze politiche che con me hanno condiviso il progetto per “un’altra Pomezia”, hanno insistentemente sollecitato un ulteriore e più profondo impegno per portare avanti e concludere il programma a suo tempo sottoscritto con i cittadini che lo hanno scelto» ha dichiarato De Fusco ritirando le dimissioni. 15/07/2010 -Edizione PDF n° luglio2010